Una Vittoria che vola alto

Un Premio per l’attualità che guarda alla storia

 

All’Atletica Brescia 1950 è stato consegnato il Premio Vittoria Alata. Che significato ha questa onorificenza?  Si tratta del massimo riconoscimento ufficiale attribuito dal Comune di Brescia a persone, enti o società che si sono distinti per eccellenza, meriti straordinari o aver dato lustro ai valori della città.

La cerimonia di assegnazione consiste nel conferimento da parte di un rappresentante dell’Amministrazione comunale della riproduzione della famosissima scultura bronzea ritrovata all’interno del Capitolium esattamente duecento anni fa, nel 1826. La brescianità del ricevente è un altro aspetto fondamentale per l’attribuzione del Premio che non ha una cadenza precisa.

La conquista dell’ottavo scudetto consecutivo ha costituito la motivazione che ha indotto il Comune a gratificare il nostro sodalizio, anche se, ovviamente, è l’intera storia della società che viene riconosciuta, una vicenda nata 76 anni fa grazie all’iniziativa di Sandro e Gabre Calvesi, Nino Verzura ed Aldo Falconi.

Il momento della consegna della Vittoria Alata.

Ed a questo proposito torna utile citare il comunicato che è stato diffuso:

“L'ottavo scudetto consecutivo conquistato a Rieti dalle leonesse della Atletica Brescia 1950 non solo rappresenta la continuazione di un ciclo iniziato nel 2019, ma è  l'apice di una annata che nella sua prima metà ha presentato lusinghieri risultati a cominciare dalle manifestazioni indoor, dai lanci invernali e dalla corsa campestre, proseguiti poi con le prove multiple ed i Campionati di società con la squadra assoluta a riconquistare il vertice della classifica lombarda ed il ritorno – fortemente voluto e frutto di un grande impegno – a piazzamenti di valore dei team del settore giovanile nelle categorie allieve e ragazze.

L'evento che ha assegnato alla Atletica Brescia 1950 il titolo italiano femminile ha sottolineato la netta superiorità della formazione biancoazzurra in campo nazionale ed ha confermato l'efficacia del progetto varato una decina di anni fa da tecnici e dirigenti che facevano capo al direttore tecnico Stefano Martinelli, purtroppo prematuramente scomparso nel marzo 2024.

Questa vittoria ha permesso all’Atletica Brescia 1950 di acquisire il diritto d’essere la società italiana incaricata di rappresentare il movimento della nostra atletica femminile nel consesso europeo, ruolo che proprio quest'anno il Club ha degnamente interpretato a Castellon, in Spagna, con la conquista del quinto posto continentale.

L’impegno delle atlete durante l’attività estiva si è concretizzato con risultati di assoluto rilievo anche a livello internazionale, costituiti – in ordine cronologico – dalla vittoria della medaglia di bronzo ai Campionati europei under 18 della marciatrice Caterina Carissimi, dall’accesso alle semifinali dei Campionati mondiali under 20 dell’ostacolista Benedetta Falleti, dalla presenza di sette atlete ai Campionati europei di Birmingham: Alexandrina Mihai medaglia d’argento nella maratonina di marcia, Alice Mangione ed Anna Polinari bronzo in una staffetta del miglio femminile (per tre-quarti bresciana), seste con la 4x400 mista ed entrambe semifinaliste nella gara individuale, Gloria Hooper semifinalista nei 100 metri e quarta con la 4x100 metri assieme ad Alessia Pavese, Elena Carraro semifinalista nei 100 ostacoli e la marciatrice Nicole Colombi, undicesima nella maratonina.

Ai Giochi del Mediterraneo da poco conclusi a Taranto erano presenti quattro nostre atlete, due delle quali salite sul podio (Elena Carraro argento nei 100 ostacoli ed Alice Mangione bronzo nei 400 metri) e due – Gloria Hooper ed Alessia Pavese – presenti alla finale dei 100 metri. Nella nuova manifestazione inserita in calendario dalla Federazione internazionale, l’Ultimate Championship, Anna Polinari ha ottenuto il settimo posto con la staffetta 4x400 mista.

Infine la squadra che ha preso parte alla Finale oro del Campionato di società under 23 ha concluso con una sesta posizione che le garantisce la presenza anche per il 2027.

A questi risultati si aggiungono le medaglie dei Campionati italiani nelle varie categorie: 4 ori, 5 argenti ed un bronzo, ed il terzo posto del Club in Coppa Italia (trofeo legato ai Campionati nazionali assoluti individuali), prima fra le società civili”.

La rituale foto di gruppo nella Sala Giudici della Loggia.

 

La cerimonia ha avuto luogo lo scorso venerdì nella Sala Giudici della Loggia con l’assessore alle Politiche in materia di Sport Alessandro Cantoni a far da anfitrione ed a consegnare la riproduzione della Vittoria Alata al presidente Sebastiano Di Pasquale. L’impegno dei dirigenti del nostro club ha fatto sì che quello che doveva essere una “fotonotizia” diventasse una vera e propria conferenza stampa portando al tavolo dei relatori l’assessore Cantoni, il nostro presidente, il consigliere Walter Braghini e l’ex-atleta biancoazzurro e attuale consigliere della Provincia di Brescia Fabio Capra.

All’evento hanno presenziato oltre ai membri del Consiglio della società anche rappresentanti della FIDAL locale e regionale, il presidente del Consiglio di Quartiere San Polo Parco Maurizio Frassi, tecnici e atleti di oggi (compresa una folta rappresentanza dei giovanissimi) e del passato dell’Atletica Brescia 1950.

Il tavolo dei relatori. Da sinistra: il consigliere Walter Braghini, il presidente Sebastiano Di Pasquale, l’assessore alle politiche in materia di sport Alessandro Cantoni e il consigliere della Provincia di Brescia Fabio Capra.

 

La prima “Vittoria Alata”: sono passati 20 anni

 

Era il 30 novembre 2006 quando il Comune di Brescia consegnò per la prima volta il riconoscimento della “Vittoria Alata” all’Atletica Brescia 1950.

Un premio motivato da tante considerazioni a partire da una longevità che ormai aveva superato i 55 anni, dalla considerazione che da diverse stagioni il sodalizio aveva ripreso il ruolo di principale espressione del movimento dell’atletica leggera nel Bresciano, dalla recentissima assegnazione al sodalizio bianco-azzurro della Stella d’Oro al Merito Sportivo, all’epoca la massima onorificenza prevista per le società sportive da parte del CONI. Era anche un segno di apprezzamento del lavoro e dei progetti che una profonda ristrutturazione del club aveva iniziato tre anni prima.

Eppure il giorno dopo…

 

Eppure il 1° dicembre su di un giornale locale apparve l’articolo «L’unica vittoria è… Alata». Come è stato possibile che una testata solitamente equilibrata ed oggettiva sia arrivata a tanto? L’ispiratore evidentemente è un personaggio che nutriva (e nutre ancora oggi) un livoroso rancore, un astio nei confronti di una società dalla quale era ormai escluso, ma in grado di ottenere la complicità di un redattore interno alla pagina sportiva che ben si è guardato dal firmare o siglare le righe apposte in calce alla fotografia.

E tre giorni dopo…

Il 4 dicembre lo stesso giornale approfittava della premiazione di fine stagione dell’Atletica Brescia 1950 affidando il servizio ad un giovane promettente giornalista che, riprendendo lo stile, l’obiettività e la competenza che avevano da sempre contraddistinto l’approccio all’atletica del foglio bresciano, ricollocava la storica società al rango che le spettava.

I rapporti fra l’atletica e la stampa non sempre sono stati idilliaci: la principale critica rivolta ai media cartacei è di incappare in un peccato di omissione essendo in vigore nelle redazioni rigide e selettive linee-guida che dall’ambiente sportivo sono interpretate come un disinteresse verso risultati e manifestazioni presenti nel calendario agonistico che meriterebbero più rilievo per lo spessore tecnico e per la imponente partecipazione (vedi gli eventi del settore giovanile). Diverso è invece trovarsi di fronte a una diffamazione frutto dell’inaffidabilità di un redattore resosi complice degli umori di una persona su di lui influente. Da questo asservimento ne è derivata una macchia indelebile per la testata in questione.

La realtà era ben diversa per il sodalizio allora presieduto da Stefano Peli che, coadiuvato da un Consiglio ricco di persone appassionate e competenti come pure da un settore tecnico diretto da Stefano Martinelli, aveva già iniziato un percorso che pochi anni dopo sarebbe stato ricco di risultati di prim’ordine che ora hanno spinto il Comune di Brescia a concedere all’Atletica Brescia 1950 lo stesso premio a distanza di due decenni.

 

Z.L.A.

Fonte fotografica: Comune di Brescia

 

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